Tipo che tutto ad un tratto devi svegliarti presto, prendere pulman e treno, arrivare a Milano, nuotare acrobaticamente tra la folla di gente che assale le stazioni ferroviare ogni giorno e raggiungere il Polimi. Non è che sia già cominciata l’università, anche se il 19 di settebre è comunque avanti come calendario, sono solo corsi, corsi di ripasso, preparatori. Almeno capisci la logistica, il vitto, sai come sono disposti gli edifici, tanto per non rimanere impalato il primo giorno a boccheggiare come un pesce.
Oltre a questo viaggetto giornaliero, che mi terrà occupato fino a settimana prossima inclusa, sto testando intensamente un samsung Galaxy S2. Magari qualcuno penserà anche che è assurdo per uno come me, uno che se uscisse un tostapane con una mela mordicchiata stampata sulla fiancata non esiterebbe un minuto a comprarlo. Il punto è che questo telefono è invogliante. Attenzione intendiamoci, non è che abbia nulla di fenomenale, feature assurde o tecnologicamente avanzatissime, eppure è abbastanza piacevole. Siccome è decisamente il primo terminale Android con cui ho a che fare, ho bisogno di un po’ di tempo per osservarlo, non è come un iPhone che lo togli dalla scatola e apri l’app store e…punto. La cosa che per il momento mi attrae abbastanza è l’incredibile possibilità di customizzazione: widget, applicativi, interfacce, rom. Voglio approfondire l’argomento e allargare le mie conoscenze. Per adesso l’unico vero punto di forza rispetto all’iPhone sono le dimensioni dello schermo. E allora riparliamone di questo android, rivalutiamolo, osserviamo pro e contro. Tempo permettendo, questo, sarà il mio prossimo obiettivo.